Le edizioni
2008

GIOVEDI' 21 agosto 2008
BREATHING ART COMPANY & TEATRO APULIApresentano
Brucia Strega Brucia
musiche:
antiche melodie medievali
J. S. Bach
H. Lebars
edithing audio: LEO GADALETA
grafica: GAETANO PASTORE
con:
MARIANGELA MASSARELLI
ANNAGIULIA MARZULLI
RAFFAELLA TRICARICO
VITO LUPELLI
ROMINA PERGOLIZZI
con la supervisione della compagnia "Artopie" (Francia)
Coreografie e Regia: Simona De Tullio
Brucia strega brucia
"Conosco a mie spese quanto è grande la mia fragilità, per cui mi capita ogni occasione di temere che, da questo momento, io possa dimenticare i miei voti e fare il contrario di ciò' che ho poco prima promesso.se domandate la mia volontà, eccola nelle Vostre mani: ve la consegno e riconsegno irrevocabilmente.".
Tribunali, uomini di chiesa, dotti teologi, principi hanno dominato la vita degli stati cattolici per quasi cinque secoli accanendosi contro "il diverso" che nella strega si celava. Una società chiusa e cieca ha usato il potere ufficiale della chiesa per visitare piazza pulita di esperte guaritrici, erboriste, levatrici e semplici donne vittime di una follia che non ha risparmiato i più atroci tormenti a chi era sospettato di aver stipulato oscuri patti con Satana. L'inquisizione rappresenta un capitolo buio della storia della chiesa, in nome della quale sono stati compiuti soprusi, violenze e torture, in nome di un Dio dimenticato e "usato" per una giustizia sommaria ed esemplare. L'inquisizione come l'olocausto, un turbine di violenza incalzante, un'autorità rappresentata da inquisitori-carnefici, abili oratori, la cui sete di potere li ha tramutati in stupidi strumenti nelle mani di una società terrorizzata dalla minaccia del "diverso".
Lo spettacolo ruota attorno alla diversità, alla figura della strega, condannata per pregiudizio, ma allo stesso tempo simbolo dell'affascinante universo della trasgressione, che accanto al "bene" da sempre domina il misero vivere umano. Condanniamo chi condanna la diversità.Strega è sinonimo di diverso, e diverso era anche l'ebreo perseguitato dal nazismo richiamato da una gestualità essenziale e scarna. I confronti strega-inquisitore svelano rapporti ambigui tra autorità e condannato, avvicinandosi e allontanandosi i loro mondi mostrano una fragilità inquietante che si nasconde dietro la violenza esercitata dal più forte. La realtà delle prigioni e delle torture è sempre vegliata da una società indifferente che delega, ignora e continua la sua vita aspettando il fuoco purificatore.
Direzione artistica: Giusi DeVivo
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